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venerdì 27 giugno 2014

GAMBERI AL COCCO E AVOCADO


Se Aruba stupisce con le sue spiagge cristalline e la sabbia bianchissima che non si scalda mai, lo stesso non si può dire della sua cucina. 
Salse all'aglio, pane fritto, valdostana di pesce fritto, pesce spada fritto, gamberi fritti, gamberi in pastella fritti... Un mix tra US e Netherlands di cui faresti volentieri a meno...
Diciamo che friggono tutto ciò che trovano, compresa l'aragosta, fritta e cucinata con latte e burro. Aiuto.


Da quando sono tornata mi è rimasta la voglia di gamberi; poi mercoledì ho visto Forrest Gump: la pesca dei gamberi e le spiegazioni Bubba mi hanno ricordato quei gamberi jumbo che ho mangiato in riva al mare... Se non fossero stati fritti sarebbero stati un sogno, ma alla richiesta di un piatto salutare la risposta è stata: "non abbiamo la griglia". Ma come puoi?

I gusti malesi che ho tanto apprezzato, le vacanze estive, nonostante il tempo, alle porte... Mi hanno ispirata per questa nuova ricetta che ho proposto ieri sera ai miei ospiti seguita dal risotto nero con seppie all'olio di Argan.


Ho saltato i gamberi nell'olio di cocco fino a doratura, ho tagliato a dadini un avocado maturo, ma sodo, e poi ho unito i gamberi ancora tiepidi al frutto. 
Servito come entree con un buon vino bianco è eccezionale, prova per credere! 


Un po' la ricetta estiva di questa versione ora che ci penso! 


venerdì 23 maggio 2014

US FLAG CAKE


Non ho idea di come mai Franci, 4 anni fa mi abbia aggiunta su fb, ma quando ho trovato la sua richiesta, ho pensato che una bionda che esce da una
Ferrari non è una cosa da tutti i giorni. 


La prima volta che l'ho vista di persona ricordo di essermi sporta dal tavolo del sushi bar per verificare su che tacchi potesse essere in equilibrio data la sua incredibile altezza. Ballerine. Non potevo crederci. Ho dovuto controllare di nuovo. Nei suoi 184cm ho poi
imparato che di quella ragazza immagine che credevo fosse, in realtà trovi ben poco. 

La nostra amicizia nasce a Milano, ma si è plasmata in America quando ha deciso di venire con me a NY più velocemente di quanto tutte le mie amiche abbiano mai deciso per un aperitivo a Milano.
1 h di ritardoiu organizzato lo shopping Natalizio nella Big Apple in meno di due giorni e in una settimana eravamo in volo verso il sogno.

È lì che lei sarà per un anno, ed è questo il motivo della mia chiffon cake con crema pasticciera alla vaniglia, crema chantilly , lamponi e mirtilli flag style.


È il mio "good luck sweetheart, be happy"!



venerdì 28 febbraio 2014

CALDEDELIZIE PARLA DI ME

Ho incontrato Elena quando ero stata intervistata su Radiattiva il mese scorso. 

Anche lei era ospite della trasmissione, anche lei esperta di food, anche lei foodblogger (ma non classica foodblogger come d'altronde non mi reputo io), anche lei in outfit total black con dettaglio rosso ed anche lei... Elena Maria!

Si é subito mostrata interessata alla mia storia e mi ha chiesto di potermi intervistare.

Un cappuccino da Ca'ppucciono in Porta Venezia, che mi ha fatto tanto sentire a Londra, iPad in recording e via a domande e risposte come una conversazione tra amiche... il risultato? Su www.caldedelizie.com!

La ricetta dei miei lollipops? Sempre sul suo sito =)


Tra i nostri prossimi incontri c'é un ristorante che amo, le nostre cucine per scambi di opinioni... ma la vera novità sarà un multisala... uscirò finalmente da questo rifiuto innato verso il cinema e lo stare ferma per ore su una poltrona?!

mercoledì 5 febbraio 2014

CORSO DI SUSHI

Io guardo, imparo, memorizzo, rielaboro, provo e ci riesco. 
Non fatemi leggere mille parole, non fatemi spendere ore sui libri, fatemi osservare, rispondete alle mie domande, ed io ho imparato tutto quello che mi serve per cucinare.
Anche per il sushi e' stato cosi, come tutto il resto. E vorrei che fosse cosi anche per voi, seguendo i miei corsi.


Ascoltare e' la forma di apprendimento che preferisco, minimo sforzo, massimo rendimento, se poi e' associato ad immagini e' tutto di guadagnato; quando posso affiancare uno chef, osservare le sue mani danzare sui fornelli, tempestarlo di domande... ecco, non posso chiedere altro. Assorbo come una spugna ogni parola, ogni movimento, ogni tecnica.

Ricordo che a scuola, nelle lezioni di cucina, il mio professore, a furia di domande, ne usciva sfinito... ma non si puo' capire cosa succede in un forno, come un ingrediente si trasformi in alimento e poi in piatto se non se ne capisce il perche' lo fai...


Quanti tipi di riso? Quale tipo di cottura? Perche' non bisogna mai smettere di girare il nostro venerato risotto alla milanese? E perche' quello giapponese non va mai toccato durante la cottura? Peche' il Giappone teme tanto quell'amido cosi fondamentale per noi nordici occidentali? 


Ai miei corsi parto da qui, cerco di rispondere a tutte le vostre domande e passo passo, come io ho imparato, cerco di insegnare a voi.


Cottura, raffreddamento, stesura del riso, arrotolamento e taglio dei maki: io e Naho, che vi riempira' la memoria con i nomi giapponesi di ogni strumento che toccherete, vi seguiremo fino alla realizzazione del vostro amato sushi.





SUSHI CLASSICO > sabato 8 febbraio 
sabato 5 aprile > VEGAN SUSHI 


Ce n'e' per tutti i gusti!





Grazie ad Irene, come sempre, per le bellissime foto

mercoledì 1 gennaio 2014

BISCOTTI AL CARAMELLO

Ieri era il 31.12.2013, e ragionavo. Ho un sito, un blog, un sacco di persone che amano mangiare cio' che cucino, cucino per chi amo, ma ho anche qualche richiesta di battesimo, compleanno, catering. Cucino a Milano, ho tenuto dei corsi a Parma, sono arrivata a Salerno, ho cucinato a Parigi, a New York, ad Amsterdam. Ho rubato ricette in Messico, in Malesia, ed ovunque io abbia posato piede durante questo anno.

Oggi é il 01.01.2014 e sono passate solo poche ore dal 31, ma mentre le campane della cattedrale di Sint Nicolaaskerk mi ricordano che sono le 3pm e che c'é una città là fuori da visitare, vorrei già che tutto cio' che ho appena scritto fosse molto di più. 

Il primo passo é il mio nuovo sito, che é solo all'inizio, ma che ci sarà, con il mio nuovo blog.
Poi ci sono nuovi progetti, nuovi contatti, nuove idee. 
Speriamo dunque che questi nuovi 365 giorni portino ad EMVi una nuova svolta, ed un sacco di lavoro ai fornelli... ovunque esso sia!  


Vi lascio la prima ricetta dell'anno dunque: dei biscotti che ho assaggiato a Firenze al Sesto on Arno, un bar con terrazza panoramica sublime, all'interno del Westin Excelsior di Firenze. Caffé dec americano, pochi minuti dal mio riorno a Milano, Serena ed Aldo, che sono due delle new entry eccezionali del mio 2013 e una città che ti rimane nel cuore.


250g di caramello (segui la ricetta dimenticandoti del glucosio ed aumentando a 300ml la panna) 
250g farina
20+10 g di zucchero di canna

Preparare il caramello e lasciatelo raffreddare. Aggiungere farina e zucchero di canna ed impastare fino ad ottere un'impasto omogeneo.
Vi consiglio di dare subito all'impasto la forma cilindrica della dimensione che desiderate per i vostri biscotti e coprirlo con della pellicola trasparente. 
Lasciatelo riposare in frigo per un'oretta, cospargetelo poi con zucchero di canna e taglaitelo a fette di 5mm massimo.

Cuocete per circa 15minuti, fino a doratura, a 180° con forno statico.


Come diceva il mio amato Dante per bocca di Ulisse:
"Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza"

Spero di farne tesoro in questo 2014!

BUON ANNO A TUTTI!





giovedì 12 dicembre 2013

MON CARAMEL AU BEURRE SALE' - salsa mou

Da quando mia sorella Chiara portò dall'America quel vasetto di caramello mou delizioso che ho millesimato su chili di gelato e ho mangiato a cucchiaini da caffè per evitare finisse (ma che avrei divorato) l'ho cercato in ogni mio viaggio negli States. 
E non l'ho mai più ritrovato.

Ricordo ancora il barattolo con l'etichetta quadrettata bianca ed azzurra...

Qualche anno dopo degli amici ci portarono del caramel au beurre salé dal nord della Francia e un nuovo mondo si riapri ai miei occhi. 

Negli ultiimi 3 anni ho in seguito cominciato a cucinare e a viaggiare per/da Parigi, ho assaggiato un numero infinito di ganaches, gateaux, bonbons, macarons au caramel e imparato a conoscere e saper scegliere nuovi ingredienti made in France.

Era giunto così il momento di creare la MIA salsa mou al burro salato:


Quella definitiva l'ho realizata appunto a Parigi pochi giorni fa.

Far sciogliere 250g di zucchero+60g di glucosio a fuoco medio in una casseruola a fondo spesso girando continuamente ed ottenuto un colore dorato, rimuovere dal fuoco.

Aggiungere 30g di beurre doux de Normandie a 250ml di crème fraîche entière (panna fresca intera) e scaldare in un'altra casseruola o nel microonde fino a bollore. 
Aggiungere una presa di fleur de sel e versare il liquido bollente nel caramello senza smettere di girare nonostante fumo e bolle.

Se smettete si formeranno dei grumi e quei grumi saranno non solo antiestetici e vi si appiccicherebbero ai denti, ma sarebbero difficilissimi da rimuovere dal vostro cucchiaio di legno, in francese cuillière en bois ;)

Dopo aver versato il vostro caramello in due barattoli ermetici lasciateli raffreddare un poco prima di chiuderli per evitare che si formi della condensa che cada nella salsa, dopo di che conservarlo in frigorifero.


Per pulire la casseruola vi suggerisco di portare ad ebollizione dell'acqua e lasciare il cucchiaio di legno in immersione fino a che tutto il caramello sarà sciolto.

Delicious


sabato 23 novembre 2013

GAMBERI AL COCCO & TOPINAMBUR

Nel il mio post malese ricordavo un piatto con le felci, gamberi e cocco. 

Improponibile per me anche solo l'idea di andare  nei  prati a cercare le piante, incapace di gestirne la cottura e soprattutto eventuali effetti collaterali dopo l'ingestione, ho deciso di abbandonare le felci e proporre la ricetta a modo mio.

Gamberi al cocco e vellutata di topinambur al tartufo. 

Nulla di più facile: dopo aver fatto cuocere i topinambur pelati con un filo di acqua aggiungere del sale al tartufo e ridurre il tutto a purea. 

In una padella antiaderente far sciogliere del burro di cocco e soffriggere i gamberi fino a doratura.

Adagiare i gamberi sulla vellutata di topinambur e servire caldo.

Voilà 


domenica 13 ottobre 2013

THAINA & SPINACI

Facciamo una pausa da tutti questi dolci, e ritorniamo al mio post malese
Nel mio viaggio estivo ho fatto tappa anche a Bangkok, che non é in Malesia in effetti, ma é stata una piccola parentesi della mia vacanza.
Il mio moroso ha scoperto un ristorante fusion giapponese magnifico, Isao Taste. Per farla breve vi diro' che ci sono tornata 2 volte, Philippe 4.

Il pesce freschissimo, i piatti innovativi, i ragazzi giovanissimi che maneggiavano Santoku, Deba, Sashimi (coltelli giapponesi con bilanciamento perfetto che non necessitano il movimento del polso, ma un metodo di taglio per gravità ~ lasci cadere il coltello in parole povere...) con una bravura e una velocità impressionanti hanno fatto di questo ristorante uno dei miei preferiti.

Tra le 20 portate che abbiamo ordinato, sotto lo sguardo stupefatto e divertito di camerieri e chef, un piatto in particolare mi é sembrato riproducibile ed adatto alla mia cucina.

Il gomaae: un antipasto di spinaci stufati freddi serviti con una salsa di sesamo, che a me in realtà ricordava di piu' un burro di arachidi che altro...


Ho studiato e ho scoperto che la salsa di sesamo si chiama thaina, che é di origine araba, che si prepara con sesamo ed olio di sesamo, e che, ovviamente, non ha nulla a che fare con la salsa dolce che ho mangiato da Isao. Il mio istinto ha vinto di nuovo, ed una volta aggiunte le arachidi tostate e salate, il gusto si é avvicinato molto di più a quello che ricordavo.

Gli spinaci sono semplicemente scottati e serviti con sesamo e mandorle.

Ecco il mio appetizer di spinaci tiepidi e thaina rivisitata.




Con questo antipasto partecipo al contest CONTAMINAZIONI di Vaty, una ragazza thailandese con molti interessi comuni ai miei, soprattutto cucina e viaggi! 

lunedì 26 agosto 2013

UN POST MALESE




Io ci ho provato seriamente ad assorbire le loro usanze, a studiare i loro piatti. Ma vi giuro che mai prima di ora mi è risultato tanto difficile capire come una ricetta possa essere fatta, che ingredienti contenga. Ammetto che alcuni piatti malesi sono decisamente interessanti, a patto che io mi dimentichi le condizioni igieniche sanitarie e l'olio di palma che utilizzano per friggere, condire, cuocere in padella...





Nella loro cucina, intesa come luogo fisico, ma anche come menù, sembra di tornare indietro di mille anni.
Uno degli antipasti che mi ha più colpita (ma non era un ristorante di strada) era un pancake con carne sminuzzata al coltello, un'erba indefinita, una panna densa al cocco e almeno (come ci ha spiegato un comie) 7 differenti spezie che vengono colte lungo il fiume (?!?), il tutto cotto in un foglia di palma, al vapore.
Delizioso, e irripetibile.
La felce? Indescrivibile, mai avrei peró il coraggio di riproporla... 
Un piatto interessante è stato, non tanto i bocconcini di pollo che ho scoperto essere stati fritti ed aggiunti a posteriori, ma tanto la salsa in cui erano serviti: mandorle, uva sultanina, pomodori freschi, spezie indecifrabili e cocco.... Come facessero ad essere stati trasformati in una salsa simile al nostro brasato, ma dolce e più densa? Non ne ho idea. E dire che non mancò certo di inventiva.

Veniamo poi a frutta e verdura: pomodori neri, patate che sembrano carote, pere che sembrano mele, ma che non sanno nè dell'uno nè dell'altro, mele che sembrano zucchine, frutta gelatinosa che da fuori sembra una melanzana, lycies con i capelli, mangostine, piccoli ananas fucsia e le improponibili durian. E sarà anche vero che noi mangiamo formaggi e tartufo di odori molto intensi, ma Dio mi salvi dal dover mangiare un frutto che puzza più di una discarica di umido!







Tralascerei i comuni fritti, il riso bianco, il riso fritto e lo sticky rise (con il cocco!), le aragoste nere, i granchi giganti e gli insetti (larve,scarafaggi e cavallette che lascerei mangiare ai figli dalla Jolie).



Il pollo in salsa di pepe nero, i gamberi caramellati al cocco, le monete gialle di riso fritto e pesce disidratato, la crema di sesamo con baby spinaci saranno invece prossimi ai miei fornelli!! 

Tenetevi informati :)




venerdì 7 giugno 2013

RIFLESSIONE PROFONDA SUL CUPCAKE

Ny, tra le tante cose, mi ha regalato la passione per la pasticceria americana, quella ricca di burro, cioccolato e brown sugar, essenza di vaniglia, cream cheese....

Per 3 anni la mia idilliaca visione di quei cupcakes colorati esposti nelle vetrine della Grande Mela, mi hanno fatto chiedere un training a Magnolia Backery, un internship da baked by Melissa, o anche semplicemente un veloce giro nei forni di Dean&DeLuca.

Poi sono tornata a Ny e ho cominciato il mio super tour per lo studio approfondito delle tortine dimensione cup.. sempre vaniglia, il cioccolato copre tutto, è come il dado, é tutto più facile se no.

Ho cominciato con il Top, o almeno quello che viene sfornato dal top delle pasticcerie: Magnolia. 
Step1. Io non sono riuscita a finirlo. Dopo un morso ho trovato l'impasto spugnoso, la butter cream nauseante, piena di aria... Io l'ho...buttato.
Step 2: whole food.... Il topic sembrava di marshmallow, tremendo, la base commestibile. L'ho finito solo per quello che l'ho pagato.
Step 3: baked by Melissa: minuscoli, cari, alcolici. Bocciati.
Step 4: D&dL il meno brutale, la base non era malvagia, la butter cream anonima, nel complesso si lasciava mangiare, ma sarà l'ultimo.
Step5: Ammetto che ho non osato assaggiare IL cupcake agli oreo di una Backery di Grand Central, quello che mangiavo appena uscita da scuola, non volevo correre rischi, volevo ricordarmelo come credo che sia, perchè lui era il Re, e vorrei che il Re restasse.

Più provavo ad assaggiare, più cresceva in me un sentimento contrastante tra delusione ed euforia. I cupcakes che tanto amavo non esistevano! Ero veramente triste. Ma allo stesso tempo non stavo nella pelle, perché i miei, quelli usciti dal mio forno, creati con la mia kitchenaid invece sono buoni, ma non perché sono miei, perché alla gente piacciono proprio!

Quando sono tornata da Ny ho sfornato i miei cupackes per una festa ed ero titubante, avevo paura non mi piacessero più neppure i miei... 
E invece...  




In 3 anni i miei cupcakes sono migliorati in gusto, consistenza, estetica. Impasti differenti e topic svariati, cream cheese, butter creams, pasta di zucchero o ganache, i risultati sono sempre apprezzati, la scena sempre assicurata. E credo che sia stato merito del l'influenza francese, di quel gusto raffinato, di quella pasticceria 5 stelle superior che nessuno può mettere in discussione.



Io ringraziato l'inventore di Wilton, perché con questa attrezzatura si può creare l'impossibile, e ringrazio gli americani, perché hanno inventato i cupcakes... Ma sono fiera di usare ingredienti italiani, perché sono convinta che siano quelli a fare la differenza!


martedì 16 aprile 2013

A LEZIONE DI SUSHI CON NAHO!

Ci eravamo già presentate (www.emvi.me sessione Tokyo) ed ora potrete conoscerci personalmente con i nostri corsi di sushi!

Finalmente in possesso di alcune delle foto della lezione tenuta a Parma, nel fatato BB "il richiamo del bosco" sono pronta al nuovo post.

Un totale di tredici corsisti prevalentemente provenienti dai dintorni di Parma, ma anche due amiche di Merano e una coppia di Venezia, una ragazza brasiliana e un marito ignaro di dove la sorpresa della moglie per il suo compleanno l'avrebbe portato, hanno speso il loro pomeriggio tra i boschi di Carrega al primo EMVi&Naho'S sushi class.

Pentole e padelle, avocado, cetrioli, salsa di soia e funghi, accompagnati dai segreti di Naho per la cottura di quel riso prefetto per il quale i grandi chef giapponesi studiano 3 anni, i miei consigli sui coltelli, sui tipi di taglio e la conservazione del pesce hanno dato vita ad ottimi nighiri, maki, uramaki e chirashi e i nostri studenti hanno per 4 ore riempito di domande, osservazioni e curiosità il laboratorio di cucina.

Tra ventagli, tappetini e bacchette la giornata si è conclusa con una cena in compagnia e il rientro a Milano con una fiera soddisfazione delle maestre dopo i seriali e commuoventi ringraziamenti ed in bocca al lupo.

Alla prossima dunque!


Il prossimo sabato a Milano, ma il corso è sold out
Il 18 maggio a Magenta con ancora 2 posti disponibili
E il 1° giugno a Parma